La community Un Albo a 4 mani incontra Davide Calì.
Intervista all’autore a cura di Irene Barbieri @ginnys_library e Anna Robles @il_guazzabuglio_
È sempre una rubrica ricca di emozioni quella di #unalboa4maniconlautore!
In occasione di questa settimana ricca di contenuti, la Community di UNALBOA4MANI_ incontra un autore di libri per bambini e ragazzi tanto profondo quanto ironico: Davide Calì.
Davide Calì è un fumettista e scrittore italiano. Molti tra i suoi innumerevoli testi pubblicati sono stati tradotti in diverse lingue.
Amato dai lettori, ha ricevuto numerosi premi tra cui l’ultimo Premio Andersen 2025 come Migliore Scrittore.
Oggi è qui a raccontarsi a noi permettendo a tutti i lettori che lo amano di curiosare un po’ tra i suoi pensieri.
Ti ricordi quando è nata la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento in cui hai capito che sarebbe diventata il tuo lavoro?
Ho sempre voluto fare fumetti, scrivere e inventare storie. Sapevo fin da ragazzino che sarebbe stato il mio mestiere. Forse con un po’ di presunzione, ma non mi sono mai posto il problema di dover fare altro per vivere.
Secondo te, scrivere è un talento innato o è qualcosa che si costruisce con il tempo e la pratica?
Un po’ entrambe le cose.
C’è un autore o un illustratore che ti ha ispirato particolarmente nel tuo percorso?
Tantissimi. I miei grandi amori rimangono Andrea Pazienza e Tomi Ungerer. Ma anche Isaac Asimov, Italo Calvino, Mark Twain, Saki, Sergio Toppi, Roald Dahl, Edgar Allan Poe, Richard Corben, Woody Allen, Horcacio Altuna e Moebius.
Hai un luogo del cuore dove ti piace scrivere o disegnare, un posto che ti aiuta a trovare l’ispirazione?
A dire la verità no. Scrivo spesso in viaggio, mentre sono in treno o in aereo. Qualche volta seduto in un bar, ma più raramente.
Da dove nascono le tue storie? Ci sono persone, situazioni o ricordi che tornano spesso nei tuoi libri?
Questo non saprei dirlo. Forse è più facile per chi mi legge trovare un filo conduttore. Senz’altro ho scritto spesso sull’amore, sull’amicizia, anche sul viaggio e sul conflitto. Le storie arrivano quando ne hanno voglia loro, da dove non ne ho idea.
Viaggi molto: quanto i luoghi che visiti influenzano le tue storie? C’è un posto che ti ha ispirato più di altri?
Anche questo non saprei dirlo. Penso che i viaggi mi ispirino delle storie, ma non necessariamente nella storia che scrivo in un posto, parlo di quel posto. Tra gli ultimi viaggi mi è piaciuta molto l’Asia, sono stato in Corea del Sud e Taiwan, dove penso di tornare a breve. Anche gli Stati Uniti mi sono piaciuti.
Hai mai avuto un libro che, una volta stampato, non ti convinceva del tutto… ma che poi è stato un successo inaspettato tra i lettori?
Per la prima parte di domanda ti rispondo sì, alcune volte. Per la seconda parte di domanda, no, mai.
C’è un luogo o un Paese conosciuto durante i tuoi viaggi che ti ha affascinato o particolarmente colpito in cui presenteresti con piacere una tua storia incontrando i lettori?
Ho sempre viaggiato molto e ovunque ho sempre trovato piccoli grandi lettori. Devo dire che mi manca un po’ l’Estonia, dove non torno da qualche anno e anche il Portogallo.
A breve torno in Francia, dove ho girato moltissimo, ma sono sempre contentissimo di tornare anche in Belgio e Svizzera. Il prossimo autunno tornerò anche in Asia, in Corea del Sud e Taiwan, ma spero di rivedere presto anche gli Stati Uniti.
In Italia, vado volentieri ovunque, ma mi piace molto tornare soprattutto in Puglia e a Napoli e poi sulle montagne. Insomma, sono stato in tanti posti belli e ce ne sono tantissimi dove mi piace tornare!
Hai una fiaba classica del cuore? O un autore di fiabe che ami particolarmente?
No, non ho mai letto fiabe da bambino e non ricordo che me ne abbiano letto. Come autore ho scritto alcune parodie, come quella di Biancaneve o Cenerentola, I tre porcellini o La lampada di Aladino. Ne ho da parte alcune, più cattive, che per ora non ha voluto nessuno, ma chissà, magari un giorno…
Secondo te, cosa rende davvero bravo uno scrittore per l’infanzia?
Non so, credo che il concetto di bravo sia molto soggettivo. A me, personalmente, da lettore, piace chi scrive senza dovermi per forza insegnare qualcosa.
Come scegli le storie da scrivere o quelle su cui lavorare? Hai un “fiuto” da talent scout per i progetti giusti?
Non scelgo mai nulla. Scrivo semplicemente quello che mi viene in mente. Se poi diventeranno libri, quello lo decide qualcun altro!
E infine… qual è secondo te l’ingrediente segreto per scrivere un libro di qualità per bambini?
Non saprei. Forse non farsi tante domande. Trovo che chi scrive spesso trascorra più tempo a lambiccarsi il cervello che a scrivere. Credo che la scrittura abbia una natura in parte ingovernabile, non puoi decidere tutto, scegliere tutto, in parte ti devi fidare e seguire la corrente.
Grazie mille Davide Calì per il tempo che ci hai dedicato, amiamo il tuo stile ironico e diretto che ti contraddistingue.
Non vediamo l’ora di leggerti ancora.
